Quell’albero, quello di Gucci in galleria a Milano, l’avevamo commentato in tanti sui social, quando era stato messo. Per la sua bruttezza, per la sua freddezza. A me era apparso addirittura macabro. Il lusso per il lusso, qualcosa di mortifero, senza neanche nessun tentativo di messaggio associato, di valore, niente di niente.

Per certi versi, pensavo, ci era stato risparmiato un lusso nascosto dietro qualche buona causa, tipo ecologica o femminista. Eppure quei blocchi dorati, muti, mi mettevano davvero angoscia. Sembrava un vero e proprio inno al Dio denaro, una specie di vitello d’oro in versione albero.

E poi sono arrivati loro, quelli di Ultima Generazione, gli attivisti. Il ministero sapeva che sotto le feste avrebbero potuto agire e infatti aveva mandato una circolare ai prefetti citandoli esplicitamente. Invece l’azione si è svolta indisturbata. Gli attivisti sono arrivati, hanno tirato fuori barattoli di vernice arancione lavabile, lanciandola contro l’albero, a cui si sono incollati insieme ad uno striscione.

Azione degli attivisti per il clima in Galleria Vittorio Emanuele a Milano: imbrattato l’albero di Natale di Gucci – Video

Il messaggio è semplice. Basta con il lusso, basta con l’insopportabile diseguaglianza tra ricchi e poveri che aumenta di giorno in giorno, basta con la ricchezza che depaupera il pianeta, rendendo la vita ancora più infernale ai poveri. Ma le parole non erano neanche necessarie, perché il gesto di colpire l’albero di Gucci è stato di una potenza simbolica incredibile. Per questo, per me quella dell’albero sporco di vernice e degli attivisti appiccicati ad esso è davvero la foto dell’anno.