Superbonus, pensioni e Smart working per gli statali: chiusa la partita della legge di Bilancio (l'ok definitivo alla Camera dovrebbe arrivare il 29, appena in tempo per evitare l'esercizio provvisorio).il governo apre il capitolo del tradizionale decreto Milleproroghe di fine anno, all'interno del quale potrebbero essere recuperate alcune norme che non hanno trovato posto nella manovra. In cima alla lista delle questioni da risolvere, nel consiglio dei ministri in programma domani, il dossier Superbonus. Il governo, pressato da Forza Italia, non è disposto a concedere alcuna proroga: il 31 dicembre, senza eccezioni, è l'ultimo giorno utile per produrre fatture rimborsabili al 110%. Dal 1 gennaio, i lavori saranno rimborsati tutti, perentoriamente, al 70%. Ma dato che le fatture sono rimborsate in blocco solo ad ogni Stato avanzamento lavori (o Sal) superato, i lavori effettuati negli ultimi mesi del 2023 che non raggiungono la soglia di uno dei tre Sal previsti (30%-30%-40%) rischiano di non rientrare nel 110%. E' per aiutare questi condomini (in ballo ci sono 30 mila soggetti per un giro di spese da 2 miliardi di euro) che palazzo Chigi pensa ad un'altra ipotesi. Vale a dire una soglia Sal flessibile (o straordinaria) che copra tutt i lavori degli ultimi mesi dell'anno. Sullo sfondo, ma molto lontana, l’alternativa di un rinvio breve, di tre mesi, limitato ai cantieri condominiali che al 31 dicembre prossimo abbiano un avanzamento dei lavori almeno del 60 per cento. Quanto al capitolo previdenziale, il governo sarebbe pronto ad un altro cambio di rotta, concedendo ai medici di poter andare in pensione a 72 anni in deroga alle norme della legge Fornero. Inalterato il resto della riforma: i medici, ma anche maestri, dipendenti comunali e ufficiali giudiziari, che lasceranno il lavoro una volta compiuti i 67 anni di età (con 20 di contributi) avranno diritto a ricevere la pensione di vecchiaia calcolata con i coefficienti retributivi del passato (antecedenti alla riforma del 1996) più vantaggiosi. Chi invece lascerà il lavoro con 42 anni e 10 mesi di contributi senza aver raggiunto i 67 anni di età (vale a dire i trattamenti di anzianità) subirà il taglio del calcolo dell’assegno con i nuovi e molto più penalizzanti coefficienti. C'è poi il tema dello smart working: con il decreto anticipi il lavoro agile è stato prorogato, fino al 31 marzo, ma solo nel settore privato, sia per i fragili che per i genitori di under 14. Resta invece il nodo del pubblico, dove lo smart working attualmente è consentito (fino al 31 dicembre) solo ai lavoratori fragili: ma si tratta di un intervento oneroso e appare al momento difficile. E mentre i dehors hanno già ottenuto un altro anno di proroga con il ddl concorrenza, si moltiplicano gli appelli per rinviare scadenze imminenti: i consumatori chiedono di posticipare la fine del mercato tutelato del gas (che terminerà il 10 gennaio) sulla scia di quanto fatto per quello dell'elettricità; mentre da più parti arriva la richiesta di prorogare le graduatorie degli idonei ai concorsi pubblici. Sul tavolo del cdm di giovedì ci sarà anche un ricco pacchetto fiscale. A partire dal decreto per l'attuazione del primo modulo della riforma dell'Irpef, rinviato dalla scorsa riunione per consentire un coordinamento con la manovra: il decreto deve ricevere dal cdm il via libera definitivo, con cui potrà partire da gennaio il nuovo sistema che riduce gli scaglioni da 4 a 3. In arrivo, come promesso dal viceministro dell'Economia Maurizio Leo, a dimostrazione del fatto che la riforma fiscale "prosegue a ritmi serrati", anche altri tre decreti delegati: quelli sul contenzioso e sull'adempimento collaborativo, cui manca l'ok definitivo, e quello sullo Statuto del contribuente che arriva per l'esame preliminare.