Un anno da dimenticare, pieno di tragici record negativi. Il 2023 in Medio Oriente e nell’Africa del Nord è andato così.

Il sesto conflitto tra Israele e Hamas è stato dominato da una serie infinita di crimini di guerra da una parte e dall’altra, con uno spaventoso tributo di vite civili nella Striscia di Gaza e livelli inenarrabili di umiliazione, devastazione, distruzione e crisi umanitaria. Il tutto accompagnato da una narrazione di parte, da condanne e indignazioni selettive, dal ritorno dell’antisemitismo e dalla deumanizzazione dei palestinesi, meritevoli al più di aiuti umanitari ma mai di diritti.

Nonostante arrivino ormai da ogni parte del mondo, le richieste di cessate il fuoco vengono ignorate anche dal Consiglio di sicurezza: una minuscola ma influente manciata di stati continua a sostenere le operazioni militari israeliane.

Consiglio sicurezza Onu approva la risoluzione sugli aiuti a Gaza. Ue: “Passo verso la pace”, ma vengono cancellati i riferimenti alla tregua

All’ombra della guerra a Gaza, la violenza dell’esercito e dei coloni d’Israele nella Cisgiordania occupata ha a sua volta conosciuto livelli senza precedenti: per numero di palestinesi uccisi, circa 300, il 2023 supererà il 2022 che già era stato l’anno peggiore dal 2005.