Dal primo gennaio partirà ufficialmente il nuovo Assegno di inclusione, la misura messa in campo dal decreto Lavoro per “proteggere i nuclei familiari che abbiano al loro interno almeno una persona minorenne, con più di 60 anni, con disabilità o seguita dai servizi socio sanitari perché in condizione di grave svantaggio”. È già possibile (dal 18 dicembre) presentare la domanda in autonomia, sul sito www.inps.it o attraverso i patronati, oppure dall’8 gennaio 2024 tramite i Caf.
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Per questo il ministero del Lavoro ha pubblicato una piccola guida per i beneficiari. Ma intanto andiamo a vedere i principali punti da sapere.
A chi è rivolto – L’assegno è riconosciuto ai nuclei familiari che abbiano almeno un componente in una delle seguenti condizioni: disabilità; minorenne; con almeno 60 anni di età; in condizione di svantaggio (grave disagio bio-psico-sociale) e inserito in programma di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali certificato dalla pubblica amministrazione.
I requisiti – L’assegno può essere richiesto da uno dei componenti della famiglia a patto che sia cittadino europeo o un suo familiare, che deve essere titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero essere cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, ovvero titolare dello status di protezione internazionale. Il richiedente deve essere inoltre residente in Italia per almeno cinque anni, di cui gli ultimi due anni in modo continuativo. La residenza in Italia è richiesta anche per i componenti del nucleo familiare che rientrano nei parametri della scala di equivalenza.






