Questo Natale, nel quale alla guerra nel cuore d’Europa si è aggiunto il massacro infinito dei palestinesi nei luoghi in cui nacque e visse, secondo le Sacre scritture, il Gesù fondatore del cristianesimo e promotore della nonviolenza evangelica, è celebrato nella città di Modena con l’installazione “artistica” di un “carro a(r)mato”, guidato da un babbo natale, nella centralissima piazza XX settembre.
Un’opera dell’artista Lorenzo Lunati, a dimensione reale, quantomeno controversa come dichiarato “messaggio di pace”, in un momento nel quale veri carri armati uccidono nei troppi conflitti armati in corso sul pianeta. Non sono mancate le proteste, tra le quali quella del Movimento Nonviolento modenese: “Può darsi che siamo troppo schizzinosi, perché in fondo si tratta di un carro armato, anzi amato (ma amato da chi?) con intenti pacifici, che issa una bandiera con scritto pace, ma ci chiediamo se un carro armato, per sua natura, possa essere un mezzo pacifico e portatore di pace. A noi sembra che sia sempre e solo un sofisticato strumento costruito per distruggere e ammazzare, come le bombe, i missili, i cannoni, le armi di ogni tipo: mezzi creati per uccidere, ferire, mutilare”.
Carro armato con bandiera israeliana in piazza a Modena: quando il bellicismo diventa follia
