Monfalcone adesso è una città incredibilmente, irrimediabilmente divisa tra due piazze. Ottomila persone (molti musulmani ma anche altrettanti italiani) si sono radunati per difendere pacificamente la libertà di culto e il diritto ad avere una moschea, un luogo dove pregare. La sindaca leghista Anna Cisint, che ha chiuso due centri culturali­ e interdetto l’accesso al parcheggio di una terza struttura, ha risposto con una scelta che ha il sapore, a dir poco, di provocazione. Ha invitato alla stessa ora, e in un’altra piazza, i propri cittadini per lo scambio degli auguri di Natale, nel nome del presepio, e ne ha approfittato per lanciare anatemi contro gli altri cittadini provenienti soprattutto dal Bangladesh: “Con questa manifestazione hanno voluto colpire al cuore il Natale”. Praticamente le stesse parole usate dal vicepremier Matteo Salvini che si è collegato per telefono: “Chi arriva in Italia e vuole cambiare, oltraggiare, cancellare la nostra cultura e i nostri simboli non è il benvenuto. Natale è la festa di tutti e guai a chi si permette di denigrarlo”.

Monfalcone, la manifestazione dei musulmani contro la chiusura dei luoghi di culto

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