Lo sguardo all’insù, il pensiero alla lista dei regali ancora da comprare, il telefono puntato verso luci e palle, il berretto abbassato sugli occhi. È un attimo inciampare sotto i rami degli alberi di Natale milanesi, soprattutto se al posto dei pacchi ci sono i cavi che li alimentano, spessi quanto serve per far volare a terra chi ci passeggia sopra.