Il governo con il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani ha posto la fiducia sul maxi-emendamento alla legge di bilancio al Senato. Il voto è atteso per venerdì mattina: poi il testo, che nelle ultime settimane ha visto più volte rinviato l’approdo in Aula, passerà alla Camera. Dove è destinato ad essere votato in extremis, tra Natale e Capodanno. Nonostante il governo Meloni puntasse inizialmente a vararla con largo anticipo, a metà dicembre. Promessa non mantenuta così come quella della “inemendabilità” del testo, che con gli emendamenti dei relatori ha in realtà imbarcato una marea di mance a cui si sono aggiunte quelle di maggioranza messe in fila nelle scorse ore dal Pd. Lo ha ammesso senza mezzi termini il senatore della Lega Claudio Borghi, che parlando dell’ipotetica blindatura chiesta dalla premier ha chiesto: “Basta, chiudiamo questo esperimento di dire basta, no emendamenti. Non lo vorrei più vedere, perché molto semplicemente abbiamo visto che quello che non passa da una parte passa dall’altra ma passa peggio“.
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