Un weekend a Bologna, tra luminarie scintillanti di fresco e il grande albero di Natale appena innalzato a Piazza Maggiore. Le tappe di me e Mariangela sotto le due Torri sono quasi sempre le stesse, ma ogni volta si rinnovano di senso: l’osteria del Sole, un paio di belle mostre, sciamare su e giù per i portici, perdersi nell’emisfero universitario, un piatto di tortellini in brodo cucinati a regola d’arte, un concerto di spessore. L’ultima usanza, stavolta, è rimasta però lettera morta: ci era andata decisamente meglio nelle occasioni precedenti, dagli Explosions in the Sky ai Kings of Convenience.

Sorvolando su quella volta che corremmo a piedi a perdifiato per chilometri dopo avere sbagliato location per riuscire alla fine a vederci soltanto l’unico bis, beffardo, di Cat Power. Ma tant’è. E pure Charlyn Marie Marshall da Atlanta ci aveva messo del suo, troncando il suo live dopo poco più di un’ora. Ma rimediamo tornando bambini. Ammesso che non lo fossimo più stati. In fondo sta per arrivare Santa Claus.

E allora ce ne andiamo da FICO, il villaggio consacrato alla narrazione e commercializzazione di un patrimonio enogastronomico, il nostro, invidiatoci in tutto il mondo. Un’enorme struttura nella zona fieristica bolognese, dove si officia il culto della straordinaria varietà e qualità della dieta mediterranea. Versante Made in Italy, nelle sue mille declinazioni regionali: vi si svolgerà anche un veglione di Capodanno. Al suo interno ha aperto i battenti il più grande parco tematico sul Natale, il Christmas Village, che accompagnerà i bambini e i loro genitori (e viceversa) fino al 7 gennaio.