La settimana scorsa Andrea Scanzi, nella sua quotidiana diretta streaming, ci ha riferito di sapere per certo che Giorgia Meloni nutre “un odio atavico, fisico, verso Conte”. Lo spunto per questa rivelazione (non propriamente segretata) era stato lo scontro in Parlamento del 12 dicembre, in cui la suddetta diede sfogo a tutta la sua ferocia borgatara inventandosi inesistenti responsabilità contiane nel via libera dell’adesione italiana al “famigerato” MES dell’Unione europea; per di più avvenuto “nel favore delle tenebre” (e con il contributo dell’infido Luigi Di Maio a mezzo fax, di cui Meloni era arrivata al punto di taroccare la data). Quel MES che – in effetti – era stato ratificato già nel 2011 dal quarto governo Berlusconi di cui faceva parte come ministra proprio l’attuale premier, in preda a monomaniacale furore conticida.

Riesploso in tutta la sua virulenza anche questa domenica, nel discorso di chiusura della kermesse Atreju (stavolta tirando in ballo – oltre all’odiato per eccellenza – anche la tenera e tutto sommato innocua Elly Schlein a far buon peso).

Fake news di Meloni sul Mes: “Conte approvò la riforma alla chetichella”. Ma era previsto da una risoluzione votata in Parlamento