Se fosse vero che si è trattato di un grande successo, Meloni (che non è una qualunque ma è la guida “esperta” e “suprema” di tutto quel “Caravan-serraglio” che è diventato il suo partito dopo la vittoria alle elezioni) non avrebbe sentito il bisogno di soffiare sul fuoco delle polemiche gratuite per criticare banalmente i suoi avversari. Una che è davvero convinta di essere Never-ending Story ovvero Una storia infinita (come il noto capolavoro di Atreju) se ne sta in silenzio a godersi il suo trionfo mentre gli altri sbavano rabbia. Invece è salita sul palco a replicare tutte le “baggianate” che già i suoi domestici di partito, debitamente istruiti, chiassosamente ripetevano fino alla noia. Persino i suoi alleati di coalizione (avendone vantaggio) l’hanno incoraggiata, ma già pensano che per ora a guadagnarci in pieno sia stata solo lei e il suo “partitello”, premiato oltre misura dagli elettori, sfiduciati da una politica del “niente”, che però adesso include anche loro.

Quindi, il fortino in cui la cara Giorgia si è rifugiata dovrà per forza aprir loro le porte, perché finora lei ha fatto solo quello che andava più o meno bene a tutti e tre i partiti, ma dal 2024 o darà piena soddisfazione anche agli alleati o crollerà tutto.