La manovra resta ferma ai blocchi di partenza, allontanando le speranze di chiudere il dossier prima di Natale. Mancano sia gli emendamenti dei relatori sia l’ultimo di quelli del governo, quello sulle infrastrutture, che dovrebbe contenere una rideterminazione dei costi del Ponte sullo Stretto. Tema delicato per l’esecutivo – si ridurrebbero i fondi destinati l’anno prossimo al cavallo di battaglia di Matteo Salvini – tanto che la modifica potrebbe passare nelle mani dei relatori. Ma quando? L’opposizione sostiene che si rischia l’esercizio provvisorio e “il governo è nel caos“. E martedì mattina ha abbandonato i lavori della commissione Bilancio. “Ci rifiutiamo – ha spiegato la dem Beatrice Lorenzin – di fare una discussione generale su cose che devono ancora arrivare: hanno annunciato degli emendamenti che non arrivano, vogliamo sapere se se alcuni argomenti saranno assorbiti o meno. Il governo ha avuto più di un mese di tempo e ora ci troviamo a pochi giorni dal Natale in questa situazione in cui non abbiamo un quadro chiaro”. Le senatrici M5s Ketty Damante e Barbara Floridia parlano di “paralisi ignobile” causata dal fatto che “Salvini ha fatto promesse a destra e a manca per opere indifferibili lungo tutto lo Stivale” e “solo ora si rende conto che per coronare le sue smanie propagandistiche, con il ponte sta ipotecando il suo ministero per un decennio dal punto di vista finanziario”.