Il Movimento 5 stelle ha richiesto una informativa urgente da parte della ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, perché “alle già gravi notizie denunciate nei giorni precedenti, oggi si aggiunge un’altra gravissima notizia, il fatto che gli ex percettori del reddito, nonostante stiano seguendo i corsi di formazione, non stanno ricevendo il contributo di 350 euro promesso dal governo Meloni”. A dirlo in aula di Montecitorio è il deputato Davide Aiello, che, anche in un comunicato stampa, cita l’articolo di oggi de Il Fatto quotidiano.

“Questa è l’ennesima vergogna, state abbandonando i cittadini in condizione di povertà a subire vessazioni, è inaccettabile”, attacca Aiello che nella sua richiesta fatta a nome dei 5 stelle ed indirizzata alla ministra Calderone, aggiunge “questo è il fallimento totale della nuova impostazione del sistema di supporto di formazione e lavoro che il governo Meloni ha messo in campo per gli ex percettori del reddito di cittadinanza”.

In una nota il capogruppo M5s nella decima commissione al Senato, Orfeo Mazzella, ha poi fatto sapere che la ministra Calderone “si troverà sulla scrivania una mia interrogazione parlamentare che cristallizza il grido di dolore di decine di migliaia di cittadini italiani finite nelle grinfie di un Governo che ha deciso di schierarsi ufficialmente contro i più fragili economicamente”. “Dopo aver ghigliottinato il Reddito di cittadinanza, il ministro Calderone aveva annunciato in pompa magna l’istituzione di un database di ultima generazione che avrebbe dovuto favorire l’interoperabilità di tutte le piattaforme digitali dei soggetti accreditati al sistema sociale e del lavoro. Peccato che, ad oggi, oltre 120mila cittadini che hanno frequentato i corsi di formazione non ricevono né risposte né alcun sostegno economico: come denuncia la Cgil meno del 20% delle richieste gestite dai Cpi ha ricevuto un bonifico. Il motivo, poi, è di una tristezza inaudita e sintetizza l’incapacità totale di questo Esecutivo: come denunciano diversi Cpi le domande non risultano a causa di errori informatici e di ‘banche date che non si parlano'”, spiega il parlamentare.