La Commissione europea ha valutato positivamente il piano di ripresa e resilienza modificato proposto dall’Italia in agosto, che include il nuovo capitolo RePowerEU. Il piano ha ora un valore di 194,4 miliardi di euro (122,6 miliardi di euro in prestiti e 71,8 miliardi di euro in sovvenzioni), poco meno di 3 miliardi in più della precedente versione, e prevede 66 riforme, sette in più rispetto al piano originale, e 150 investimenti. La riprogrammazione complessiva vale 21,4 miliardi di euro, di cui 2,8 miliardi di risorse aggiuntive, 11,5 miliardi da risorse assegnate a misure in ritardo o inammissibili che sono state rifinanziate in altri programmi, 9 miliardi da rimodulazioni all’interno del Piano per economie maturate da ribassi d’asta e adeguamenti dei progetti.

Pnrr, in attesa dell’ok alla revisione la spesa ristagna. Esame della Corte dei Conti su un campione di progetti: “Usato il 7,9% dei soldi”

Le 7 nuove riforme – Le 7 nuove riforme includono riordino degli incentivi alle imprese, con l’obiettivo di razionalizzare e fornire strumenti semplici ed efficaci al settore produttivo, politiche di coesione, testo unico per le procedure in materia di energie rinnovabili, per razionalizzare e semplificare il quadro normativo e autorizzativo, riqualificazione dei lavoratori per l’innalzamento delle competenze in materia di efficientamento energetico e produzione di energia da fonti rinnovabili, riforma dei Sussidi Ambientalmente Dannosi (SAD) a partire dal 2026, misure per ridurre i costi di connessione alle reti del gas per gli impianti di produzione di biometano e strumenti per le imprese per ridurre il rischio finanziario legato all’acquisto di energia da fonti rinnovabili.