Israele e Hamas hanno raggiunto un accordo per una pausa di quattro giorni nei combattimenti per consentire il rilascio di almeno 50 ostaggi - donne e bambini - detenuti a Gaza dopo essere stati catturati durante gli attacchi del 7 ottobre, ha annunciato ieri il Qatar, negoziatore chiave dell'intesa. L'accordo, che fa seguito a settimane di negoziati che hanno coinvolto anche Stati Uniti ed Egitto, segna una svolta dopo quasi sette settimane, da quando Israele ha dichiarato guerra ad Hamas.

Lo scambio con i prigionieri plaestinesi

Gli ostaggi saranno rilasciati in cambio di un certo numero di donne e bambini palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, ha affermato il Qatar in una nota. Secondo una dichiarazione di Hamas, l'intesa prevede il rilascio di 150 prigionieri palestinesi e consentirà l'ingresso a Gaza di centinaia di camion con aiuti umanitari, forniture mediche e carburante. I nomi esatti degli ostaggi da rilasciare devono ancora essere resi pubblici ma il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), il tenente colonnello Jonathan Conricus, ha detto che sono tutti israeliani, anche se alcuni hanno doppia nazionalità. Dopo l'annuncio dell'intesa, il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha ringraziato il Qatar e l'Egitto per i loro sforzi e ha affermato che l'accordo "dovrebbe riportare a casa ulteriori ostaggi americani". Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, ha dichiarato ieri sera che l'accordo sugli ostaggi "segna un progresso significativo", promettendo però che "non ci fermeremo finché Hamas continuerà a tenere ostaggi a Gaza". "Il risultato di oggi è il risultato di una diplomazia instancabile e di uno sforzo incessante in tutto il dipartimento e nel più ampio governo degli Stati Uniti", ha affermato in una nota, ringraziando Egitto e Qatar per il loro ruolo nelle discussioni, e il governo israeliano per "aver sostenuto una pausa umanitaria". "La mia massima priorità - ha aggiunto Blinken - è la sicurezza e l'incolumità degli americani all'estero e continueremo i nostri sforzi per garantire il rilascio di ogni ostaggio e il loro rapido ricongiungimento con le loro famiglie".