I 5 Stelle sono “antisemiti“, “basta andare a leggere quello che scrivono. Non li vogliamo”. Sono le dichiarazioni, per certi versi quasi sorprendenti, pronunciate da Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano, a margine di una manifestazione organizzata a sostegno di Israele ieri sera. “Si sa che stasera manca un partito” ha detto Meghnagi, confermando poi che parlava del M5s. Il presidente della Comunità ebraica milanese non chiarisce bene a cosa si riferisce e su cosa sostiene questa accusa che è ben precisa. Da quanto capito si è riferito da una parte all’assenza dei 5 Stelle al presidio di Milano e dall’altra alle (note) posizioni che il Movimento ha espresso sul conflitto israelo-palestinese. La questione – annosa – è quella di intendersi se sia “antisemitismo” (cioè, dice la Treccani, la “avversione e lotta contro gli ebrei” divenuta “vera e propria persecuzione razziale”) la critica delle politiche dello Stato di Israele. Da qui la decisione del M5s di querelare Meghnagi per la “intollerabile diffamazione” come la definisce il leader del M5s Conte. “Abbiamo atteso e sperato in una resipiscenza, ma non c’è stata nessuna smentita – dice Conte – Agiremo quindi in giudizio contro il signor Meghnagi, perché non gli possiamo permettere questa grave, intollerabile diffamazione, che getta fango sui valori, sulle idee e sulla storia dei rappresentanti, degli attivisti, dei cittadini che sostengono la nostra comunità politica”. Di certo, in più, c’è anche che l’uscita del presidente della Comunità ebraica è stata come minimo intempestiva: proprio il giorno prima della sua uscita Conte e una delegazione del M5s ha visitato la sinagoga di Roma per portare solidarietà dopo l’attacco “efferato, terroristico nelle modalità, criminale, di Hamas” aveva detto l’ex premier.