La verità va cercata oltre la formula della «equilibrata equidistanza» che per altro somiglia da vicino a quella usata da gran parte del Paesi dell’ex Unione sovietica sull’Operazione militare speciale in Ucraina. A parole dicono tutti così, ma ognuno coltiva poi le proprie aspirazioni e mira a trarre il più grande vantaggio possibile dalla situazione.

Fa lo stesso anche Vladimir Putin, che di suo ci aggiunge solo un forte accento sulle eventuali responsabilità degli Stati Uniti. Parlando ieri al Forum della «Settimana energetica russa», dopo giorni di silenzio il presidente ha per la prima volta commentato quel che accade in Israele. «Si trattava fin dall’inizio della creazione di due Stati indipendenti e sovrani« ha detto. «Ma una Palestina autonoma e sovrana non si è mai formata. Anzi, una parte dei terreni che i palestinesi hanno sempre considerato loro originari, è stata occupata dagli israeliani, quasi sempre con l’aiuto della forza militare. Qual è il problema oggi? Gli Usa hanno deciso di regolare tutto da soli, cercando di sostituire la soluzione dei problemi fondamentali politici con elemosine materiali. Ma senza la formazione di uno Stato palestinese sovrano con capitale a Gerusalemme Est, è impossibile risolvere il problema nel complesso».