Non sono quasi mai d’accordo gli iraniani della diaspora, ma questa volta non hanno dubbi: «I stand with Israel»; «Sto con Israele». Le attiviste e gli attivisti, i monarchici, gli indipendenti, i riformisti, gli ex riformisti, i dissidenti sono stati chiari rispetto a quello che sta succedendo in Israele. Tutti condannano l’attacco che definiscono «terroristico» di Hama s dove, secondo le stime delle ultime ore, sono morti oltre 400 israeliani e oltre 300 palestinesi.

Tra gli iraniani, «I stand with Israel» è diventato un hashtag che corre sui social. Ognuno lo posta con sfumature diverse. Fuori e dentro il Paese, ci scrivono che questo non vuol dire supportare una guerra contro il popolo palestinese: «Tutti vogliamo la pace e vogliamo il riconoscimento dei diritti, ma condanniamo a 360 gradi le brutalità dei gruppi terroristici finanziati dal regime». Sanno che dietro all’azione sanguinaria di Hamas c’è il supporto e ci sono i finanziamenti della Repubblica Islamica che da sempre identifica nello Stato ebraico il nemico numero uno.

«Da oltre 40 anni, il regime iraniano ha finanziato Hamas nelle loro operazioni terroristiche , causando anche la sofferenza del popolo palestinese. Quindi, per mettere fine a queste atrocità bisogna mettere fine al regime di Khamenei», scrivono dal movimento Donna, vita e libertà.