È iniziata la manifestazione nazionale organizzata dalla Cgil e da più di cento associazioni a Roma sulla Costituzione come “via maestra”. Sono due i cortei partiti da piazza della Repubblica e da piazzale dei Partigiani che convergeranno verso piazza San Giovanni. Lì dal palco intervengono i rappresentanti di alcune delle associazioni promotrici e le ci saranno le conclusioni del leader della Cgil Maurizio Landini. Secondo i calcoli degli organizzatori ad affollare piazza San Giovanni ci sono oltre 100mila persone. “La Cgil non dà numeri. La questura dice 35mila? Ci contino”, risponde il segretario generale alle cifre diffuse della questura di Roma.

Landini era già intervenuto all’avvio parlando di una piazza, alla quale partecipano anche la segretaria del Pd Elly Schlein e una rappresentanza del M5s, che vuole “unire le diversità e unire questo Paese per chiedere che il mondo del lavoro che lo tiene in piedi sia messo nelle condizioni di poter discutere e di definire il futuro facendo quelle riforme di cui c’è bisogno a partire da un lavoro che non sia precario, ad una riforma fiscale degna di questo nome e soprattutto attuando la Costituzione”.

“Il messaggio che vogliamo mandare con la via maestra – ha aggiunto Landini – è che quei diritti fondamentali sentiti dalla nostra Costituzione debbano essere oggi attuati e quindi siamo contrari a qualsiasi idea di modifica della Costituzione. Per questo chiediamo al governo di cambiare le proprie politiche economiche e sociali anche le riforme istituzionali”. Il leader della Cgil ha avvisato che “andremo avanti su questa strada finché non avremo ottenuto risposte” considerando se necessario “tutti gli strumenti di cui il sindacato può disporre”, compreso lo sciopero generale. È questo il messaggio che il leader della Cgil ha indirizzato al governo. Volontà evidentemente sposate anche dalle forze di opposizione, vista la partecipazione dei due principali partiti (non ci sarà il presidente M5s Giuseppe Conte, impegnato a Foggia) nonché del co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli e del leader di Sinistra italiana Nicola Fratoianni.