Uno strisciava il badge e poi andava al bar, oppure al supermercato, a fare la spesa. Un altro tirava fuori dalla tasca le tessere di cinque colleghi e le scorreva di nascosto. Un altro ancora si assentava per giorni, anche se risultava presente. Una telecamera piazzata dai carabinieri davanti al rilevatore delle presenze dell’autoparco di via Ingham ha svelato un esercito di furbetti del cartellino alla Rap, l’azienda di igiene ambientale di Palermo. E, stamattina, l’indagine dei militari del nucleo operativo della Compagnia Piazza Verdi, coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Paolo Guido, ha fatto scattare il blitz.
Un’ordinanza firmata dalla gip Elisabetta Stampacchia è stata notificata a 18 dipendenti della Rap: dovranno firmare in caserma prima e dopo il turno di lavoro, poi anche la domenica. Ma l’inchiesta è molto più ampia, gli indagati per truffa sono in totale 101. I fatti contestati risalgono al 2021: i militari hanno documentato 1385 episodi, 2800 ore di assenza, un danno economico di 40 mila euro.
Un vero e proprio terremoto per l’azienda di igiene ambientale al centro di tante polemiche per la scarsa produttività, la città continua ad essere piena di rifiuti.
