“Abbiamo un potere esecutivo che vorrebbe che le sue leggi fossero immediatamente applicate e che il giudice fosse l’esecutore di quello che è scritto nelle leggi. Non è così. Si tratta di politici profondamente ignoranti“. Così a L’aria che tira (La7) il filosofo Massimo Cacciari commenta l’ultima crociata della destra di governo, dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni al suo vice Matteo Salvini, contro la sentenza emessa dalla giudice del tribunale di Catania Iolanda Apostolico, “rea” di aver disapplicato l’ultimo decreto immigrazione del governo sul trattenimento dei richiedenti asilo nei Cpr.
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Cacciari, in particolare, sbertuccia la Lega per la sua iniziativa di una interrogazione parlamentare in Senato al ministro della Giustizia Carlo Nordio: “La legge non è immediatamente applicabile. Vale in tutti gli Stati di diritto e persino nei tempi di rivoluzione. Durante la rivoluzione francese c’erano i magistrati e i tribunali autonomi rispetto alla legge che il potere esecutivo emanava. Un partito che rivendica il diritto di sindacare e di intervenire direttamente nel merito di una decisione della magistratura ha una cultura totalmente estranea ai principi fondamentali di uno Stato di diritto“.
