Un presidente (federale) è per sempre. È l’effetto delle 184 pagine di sentenza depositate dalla Consulta oggi, 29 settembre, e con cui ha dichiarato incostituzionale la norma che vieta ai presidenti e ai membri degli organi direttivi delle strutture territoriali delle Federazioni sportive di ricandidarsi qualora avessero svolto già tre mandati. Il divieto “definitivo e irreversibile contrasta con il principio di proporzionalità” hanno scritto i giudici costituzionali. Il provvedimento vale per gli alti dirigenti delle strutture territoriali, anche perché il ricorso era stato presentato da due consiglieri regionali. Ma è indubbio che una sentenza di questo tipo stabilisc aun principio molto netto per tutti, quindi anche per i presidenti nazionali delle federazioni. L’obiettivo della sentenza (relatore il giudice Daria De Pretis), quindi, è chiaro: sebbene il fine della norma di evitare “rendite di posizione” e garantire la par condicio fra i candidati sia legittimo e possa giustificare limitazioni all’accesso alle cariche, la radicalità della misura censurata contrasta con il principio costituzionale. Quale? Quello di proporzionalità che, nel bilanciamento degli interessi contrapposti, impone di mantenere le limitazioni di taluni di essi entro quanto strettamente necessario allo scopo perseguito.
Un presidente (federale) può esserlo per sempre: la Consulta dichiara incostituzionale il limite dei tre mandati - Il Fatto Quotidiano
Un presidente (federale) può esserlo per sempre: la Consulta dichiara incostituzionale il limite dei tre mandati
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