PONTIDA – Il sacro prato dei lumbard accoglie il suo popolo con una scritta: “Veneto libero”. L’erba non è tagliata di fresco. Il palco leghista del raduno più xenofobo delle sue trentatré edizioni, viene montato da un gruppo di immigrati africani con la maglietta “Crew”. Sui camper i manifesti invocano “Bossi”. La coreografia rimanda alle origini: “Salvini premier”, “Padania repubblica indipendente federale”, “Autonomia subito”.