Questa storia inizia a Torvaianica, una piccola località balneare a sud di Roma, nel 1999. Sono gli anni d’oro del web e due giovani studenti, Marco Trombetti e Isabelle Andrieu, lui romano, lei francese, innamorati, decidono di lanciare una startup per aiutare i traduttori a fare traduzioni migliori con l’aiuto della tecnologia.

Immaginano un mondo dove tutti possano parlare con tutti. Ci mettono un sacco di tempo per imporsi, Roma non è la Silicon Valley; ci vogliono moltissimi anni, ma l’amore non passa, anzi, e neanche la passione per la loro startup, Translated.

Sono tra i primi ad usare l’intelligenza artificiale per rendere più agevole il lavoro degli esseri umani: e vincono. Translated diventa un leader mondiale e macina fatturato con il quale loro creano un formidabile campus per startup e un centro di ricerca sull’intelligenza artificiale all’Eur di Roma.

Sono due appassionati di tecnologia, Marco e Isabelle, ma sono ancora più convinti della centralità assoluta degli esseri umani che nessuna macchina potrà mai sostituire, dicono, ma affiancare.

Domenica scorsa, dopo due anni di allenamenti, sono partiti per una impresa bellissima e simbolica: la Ocean Global Race, forse la regata più famosa e difficile del mondo; la prima ci fu nel 1973 e tra le regole c’è quella di non usare GPS, meteo, pilota automatico, winch elettrici e sistemi di comunicazione satellitare.