In questa estate torrida l’Italia sta diventando tristemente famosa per la violenza contro le donne. Non si tratta di un fenomeno isolato al nostro paese, questi comportamenti barbari sono di casa in alcune regioni dell’India e nelle riserve dei nativi americani, negli Stati Uniti e in Canada. Paesi e luoghi che appartengono a realtà socioculturali particolari, molto diverse dalle nostre. Eppure, nella ricerca dei perché tutto ciò avviene anche da noi, nazione che appartiene al G7, potrebbe essere utile trovare i punti di contatto con queste società.
Secondo i sociologi in India, come nelle riserve del Nord America, uno dei fattori chiave della violenza sulle donne è l’interiorizzazione della violenza, fenomeno legato alla brutalità della colonizzazione che ha evirato esistenzialmente i maschi spingendoli a commettere atti di violenza sulle loro donne, per rifarsi su chi è più debole. In alcuni casi, ad esempio tra alcune popolazioni native americane, l’arrivo dell’uomo bianco ha portato alla distruzione di antiche strutture di matriarcato e alla loro sostituzione con modelli socioeconomico patriarcali, ad immagine e somiglianza di quelli dei colonizzatori. Si tratta di un processo lungo, che investe diverse generazioni e che fa sì che la metamorfosi generata dalla violenza coloniale produca un habitat sociale di violenza sulle donne all’interno delle famiglie e delle tribù nel corso del tempo. In alcune regioni dell’India, a quasi cento anni dall’indipendenza, il ruolo predatore dei maschi adolescenziali o ventenni è palpabile e fenomeni di ragazze stuprate dal branco nel tragitto che separa la fermata dell’autobus alla propria abitazione non sono inusuali.
