Tale normativa è stata pensata dal ministero per favorire il settore alberghiero, che denunciava una concorrenza “sleale” con il servizio degli affitti brevi e il supporto fornito da piattaforme online, come Airbnb e Booking.com. In questo modo, infatti, nei casi di soggiorni da una sola notte l’unica soluzione possibile sarà ricorrere a una struttura ricettiva tradizionale. Dal confronto con il precedente testo vengono eliminate le deroghe che erano concesse a un nucleo familiare numeroso composto da almeno un genitore e tre figli. Inoltre, scende da quattro a due il limite di appartamenti che lo stesso proprietario può destinare alla locazione breve (per cui si intende un periodo tra una e 30 notti) e che, quindi, può essere tassato con cedolare secca su territorio nazionale. Acconsentendo alle richieste di Federalberghi, la bozza prevede che le case siano sottoposte alla stessa disciplina degli hotel: dovranno essere dotate di dispositivi per la rilevazione del monossido di carbonio e rispettare i requisiti igienico-sanitari e di sicurezza degli impianti.