Qualche mese fa è successo che un cucciolo d’orso è scivolato in un canalone, in alta montagna, nel Trentino. Mamma orsa ha provato ad aiutarlo a farlo risalire, ma il cucciolo, ferito gravemente, non è riuscito a muoversi a causa di alcuni traumi invalidanti. Mamma orsa, purtroppo, si è resa conto della gravità della situazione, ha preso l’altro cucciolo e si è allontanata, data la situazione ormai compromessa.
Di lì a poco, però, passa da lì un guardiacaccia e vede il cucciolo d’orso esanime in fondo al canalone e avvisa il servizio forestale; la squadra di turno parte, coinvolgendo un veterinario esperto e giungono sul posto. Il veterinario esanima il cucciolo e decide che le ferite sono guaribili e le prospettive di salvare l’animale sono concrete.
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In Trentino, si sa, gli orsi li vogliono eliminare, quindi possibile che le direttive siano di lasciar perdere il cucciolo; tuttavia, sono presenti un veterinario e un guardacaccia e il cucciolo è ancora in vita; si decide, quindi, grazie alla ferrea volontà del medico, di recuperarlo e portarlo in clinica.
Qui viene curato dalle ferite e guarisce nel giro di qualche settimana; poi, viene trasportato in un centro di recupero, dove mani esperte sanno come far crescere un cucciolo d’orso tenendosi a distanza, cioè mettendo in pratica strategie per non rendere l’animale confidente all’uomo. E , chi esegue queste attività, ha un’esperienza di decenni in questo campo!
