Il grande sorpasso avverrà quest’anno e tenderà a rafforzarsi entro il 2030. Parliamo dei brand cinesi dell’auto. Nel 2019 rappresentavano il 36% delle vendite nel mercato interno, di cui il 33% grazie a motori a combustione interna (Ice). Quest’anno grazie alla somma tra Nev (in massima parte auto elettriche a batteria e ibride) e Ice varcheranno la soglia del 51% (con le elettriche al 32% e le altre al 19%). Nel 2030 il predominio sarà assoluto: 65% delle quote di mercato interno (58% Nev) con il 35% degli stranieri. La crescita del mercato cinese non sarà spettacolare (+4% contro il +3% degli Stati Uniti e il + 2% dell’Europa) ma consentirà di comandare a livello globale sul piano dei volumi: 29,1 milioni nel 2030, contro 17,1 degli Usa e 17,4 dell’Europa.
Cina primo esportatore mondiale
Ma soprattutto la Cina sarà sempre più una “superpotenza” dell’automotive perché già nel 2023, dopo una specie di decollo verticale nel 2021, diventerà il primo esportatore mondiale. E si appresta, anche se con una tempistica meno tambureggiante, a prendere contatto anche con i mercati altrui, a cominciare dall’Europa.
Sono forse questi i dati più sorprendenti del ventesimo Global Automotive Outlook di AlixPartners. Insieme alla corsa degli investimenti, che, per quanto il Gruppo Volkswagen abbia dato segnali di frenata nel recente Capital Markets Day, sono raddoppiati tra il quinquennio 2021-25 (330 miliardi di dollari) e il 2023-27 (616 miliardi).
