Diciamo subito che il sottoscritto è un moderato ammiratore di Fabio Fazio e del suo modo di fare televisione, non mi strappo i capelli (anche perché sono calvo), ma non mi dispiace. Ci sono meriti evidenti, la sua non è una tv urlata, non ci sono le solite insopportabili cagnare, gli ospiti abbozzano dei ragionamenti sensati senza urlarsi addosso, c’è un tempo sereno, qualche bianca e soffice nuvoletta, un cielo azzurro. Da Fazio si va per parlare, non è poco. Solo che a parlare sono sempre gli stessi, anche se “gli stessi” sono personaggi di primo livello, non c’è dubbio.
Grande il merito di avere sostenuto la voce di scrittori come Saviano o di scienziati come Burioni, e anche questo non è poco in un paese di mafiosi, camorristi e NoVax complottisti. Il clima politico è cambiato, l’Italia va a destra purtroppo e Fazio non è un uomo per tutte le stagioni, come egli stesso ha voluto precisare, ma con stile, gli va riconosciuto, senza facili e inopportuni vittimismi, andrà da un’altra parte con un altro cachet favoloso a fare la sua tv moderata di sinistra, Fazio sa di essere un privilegiato e con onestà intellettuale non lo nasconde. Ma che cosa non mi ha mai convinto? Cerco di spiegarlo.






