“Inadeguato”. Così il Tribunale di Milano ha definito il nuovo sistema di prenotazione online per la richiesta di protezione internazionale a Milano. Si tratta del primo riconoscimento, da parte di un tribunale, che la piattaforma Prenotafacile della Questura non ha risolto i problemi di regolarizzazione dei migranti sul territorio milanese. La bocciatura arriva in risposta a un ricorso presentato da un giovane egiziano che da mesi tentava di mettersi in regola. La prima volta ci aveva provato a fine gennaio, quando nella sezione immigrazione di via Cagni si entrava in 120 a settimana. Aveva trascorso diverse notti all’esterno della caserma Annarumma nella speranza di entrare e prendere un appuntamento per formalizzare la sua domanda. Lasciato fuori, aveva provato altre volte senza successo. Aveva messo nero su bianco gli sforzi con i volontari dell’associazione Naga, che in piena notte raccoglievano le cosiddette “manifestazioni di volontà”, documenti che attestano il fallito tentativo del richiedente di chiedere protezione internazionale. Dopo pec senza risposta, la sua avvocatessa aveva presentato un ricorso d’urgenza il 27 febbraio.
“Dormo in strada, ho bisogno dei documenti per avere un lavoro”: i racconti dei richiedenti asilo nel limbo di via Cagni a Milano
