È l’edizione dell’addio a Nicola Lagioia, «capitano coraggioso», come lo ha definito Giulio Biino, presidente della Fondazione Circolo dei Lettori, che ha guidato la macchina del Salone per sette anni. È l’edizione che arriva dopo il tormentato percorso di selezione del nuovo direttore artistico, Annalena Benini. L’edizione che prova a chiudere il cerchio sulla questione amministrativa per eccellenza, il futuro rilancio del Centro del Lingotto, in capo ai franceso di GL Events.
Alice nel Paese delle Meraviglie è il personaggio a cui è dedicato il Salone quest’anno. Editori, autori, operatori culturali riuniti a Torino per cinque giorni e cinque notti, ricorda il direttore Lagioia. «In questi sette anni il Salone è cresciuto – sottolinea – e quest’anno siamo arrivati fino al tetto del Lingotto, con la Pinacoteca Agnelli». La promozione della lettura è una battaglia di civiltà, ricorda Lagioia.
L’appuntamento di Torino dedicato al mondo dell’editoria segna un nuovo record di presenze di case editrici e spazi, mai così ampi: 115 mila metri quadri di aree espositive, 573 stand, 48 sale e 13 laboratori per oltre 1.600 eventi in calendario al Lingotto e oltre 600 sul territorio, con il Salone Off. «Dal 2018 – racconta Silvio Viale presidente dell’Associazione Torino, la Città del Libro e Salone Libro – il Salone è quasi raddoppiato, da 64mila a 115mila metri quadri, e quest’anno abbiamo allestito per la prima volta un padiglione esterno perché gli spazi interni, insieme all’Oval, sono riservati al commercio di libri, all’incontro tra lettori ed editori».
