Povera boxe. Antichissima, nobilissima e oggi purtroppo decadentissima. Non tanto per la crisi di talenti, per la concorrenza micidiale delle Mma (Mixed Martial Arts) che tanto affascinano i più giovani. Ma per i clamorosi scandali che hanno portato il Cio, nella stessa assemblea di Losanna che ha designato Milano-Cortina come sede dei Giochi 2026, a prendere una decisione senza precedenti: mettere da parte l’Aiba, la federazione internazionale che per statuto è titolare del torneo olimpico e si era vista già sospendere il suo status , e organizzare in prima persona o tramite una task force provvisoria le gare di Tokyo 2020 per non interrompere una tradizione di presenza che va avanti fin dal 1904.
Ai Giochi 2020 la boxe data in appalto La crisi nerissima dell’ex nobile arte
Il Cio toglie alla federazione l’organizzazione del torneo olimpico. L’ex presidente uzbeko (gli Usa lo accusano di legami con la mafia) tenta un colpo di mano per tornare in sella.
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