Il caso “Lollobrigida” (con la coda satirica della vignetta del Natangelo) sta occupando le prime pagine di tutti i giornali e telegiornali, ma in entrambi gli schieramenti noto già a prima vista forzature dettate più dalle rivalità politiche “nostrane” che da conoscenze profonde. Il pericolo della “sostituzione etnica” in Italia non esiste proprio, perché se si dà l’esatto significato alle parole non c’è proprio nessuno che sta tentando di sostituire il popolo italiano coi popoli provenienti dall’Africa (o altrove). Esiste a mio parere per ora solo un pericolo – in tempi non brevissimi – di un cambio di maggioranza sulla etnicità della popolazione residente ma non una “sostituzione” (o peggio: eliminazione), come voleva fare Hitler, con il suo suprematismo dettato nel “Mein Kampf”, che era disgraziatamente molto ben avviato a realizzare per davvero.

Io credo quindi che sia una cosa molto “moderna” questa della “sostituzione” etnica, poiché di fatto può avvenire solo per piccole regioni (ci sta provando attualmente anche Putin con alcuni suoi vicini di casa, Ucraina inclusa, invertendo l’ordine degli adempimenti: prima li decima con le armi, poi fa un “referendum” (a modo suo) per chiedere da che parte vogliono stare i superstiti). Ci sono stati alcuni casi a fine secolo scorso, anche più vicini a noi, nella ex Jugoslavia, che però erano regioni di scarsa rilevanza geopolitica, molto diversi quindi da quello che potrebbe essere il caso di un paese democratico come l’Italia, invaso (pacificamente) nel breve tempo di una singola generazione da popoli con usi, costumi (e religione) molto diversi dai nostri, radicati da secoli di civiltà diversa.