La Corte Costituzionale si è pronunciata ieri sulla questione sollevata dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino, la quale dubitava della legittimità del divieto di far prevalere le circostanze attenuanti sulla recidiva aggravata in relazione ai delitti puniti con l’ergastolo. Tale divieto è contenuto nel quarto comma dell’art. 69 del codice penale, per come modificato dalla legge cosiddetta ex-Cirielli del 2005.

Nella decisione di ieri, la Consulta (di fronte alla quale Antigone ha proposto le proprie ragioni con un atto d’intervento) ha affermato – “in continuità con i suoi numerosi e conformi precedenti sulla disposizione censurata”, come si legge nel comunicato stampa – che il divieto in questione è incostituzionale.

Caso Cospito, la Consulta: “Incostituzionale non riconoscere le attenuanti”. L’anarchico verso lo sconto di pena: può evitare l’ergastolo

Come prevede ogni questione di legittimità costituzionale, la pronuncia della Corte origina da una vicenda giudiziaria concreta, in questo caso quella di Alfredo Cospito. Ma la decisione ha tuttavia valenza generale e intende puntare il dito su una norma non coerente con i principi sanciti dalla Costituzione italiana, la cui modifica avrà ricadute sull’intero sistema e sui procedimenti futuri.