Il decreto Cutro arriva nell’Aula del Senato e rischia di non uscirne a breve: al termine della Conferenza dei capigruppo, la maggioranza ha ritirato il maxi-emendamento “canguro” che avrebbe assorbito la gran parte delle proposte dei partiti di governo, tagliando la discussione parlamentare e disinnescando le tensioni tra alleati. Si voteranno dunque tutti gli emendamenti, compresi quelli della Lega che tentano di reintrodurre pezzi dei decreti sicurezza di Matteo Salvini, sottoscritti anche dai capigruppo di Forza Italia e Fratelli d’Italia per mostrare un’unità di facciata. Il Carroccio ha accettato di ritirare solo le proposte sulla protezione speciale: il capogruppo Massimiliano Romeo ha detto stamattina ad Agorà, su Rai 3, di aspettarsi il parere favorevole del governo su tutti gli altri. La discussione generale sul ddl di conversione è iniziata dopo che sono state respinte le questioni pregiudiziali (con 93 voti contrari e 67 favorevoli): secondo Romeo “si può arrivare alla votazione del provvedimento domani”.
Per il governo la protezione speciale “c’è solo in Italia”. Ma esiste in almeno 18 Stati Ue e sentenze e direttive europee la prevedono
A protestare contro il “canguro” era stato in particolare il Pd: “È tornato in Australia“, ironizza il capogruppo al Senato Francesco Boccia. “Eravamo molto irritati perché ritenevamo violato il patto di lealtà, e do atto al presidente La Russa che ha fatto tornare tutti agli impegni di ieri. L’opposizione ha chiesto di discutere nel merito del decreto Cutro, cosa che faremo in Aula. Tutto questo non sarebbe stato possibile a causa di questo vergognoso emendamento costruito dalle forze di maggioranza tra ieri sera e questa mattina”. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani (FdI) annuncia che non verrà posta la questione di fiducia: “La maggioranza è coesa, gli emendamenti sono condivisi. Il governo non si nasconde”, afferma.
