Uno dei temi più caldi nel settore del digitale è ChatGpt, un’intelligenza artificiale che dialoga con te come fosse una persona, impara dalle informazioni che gli fornisci e soprattutto sintetizza in modo efficace dati e concetti estrapolati dal web per fornirti risposte e soluzioni verosimili a problemi complessi.
Su Google esegui delle ricerche generiche e speri di trovare singoli contenuti che possano darti una risposta. Su ChatGpt poni delle domande specifiche e lo strumento processa diversi contenuti per restituirti una risposta discorsiva, come te la darebbe un amico fidato e preparato sul tema.
Come forse avrai visto, siamo stati il primo Paese europeo a bloccarlo. Il Garante della Privacy dice che ChatGpt tratta i dati in modo illecito. E per sicurezza ChatGpt è stato spento dall’azienda proprietaria, OpenAI. Questo innanzitutto conferma che siamo un Paese unico. Che tu sia un amante dell’Italia, o un suo grande detrattore, devi ammettere che questo Paese ha dei tratti caratteristici inimitabili. Da un lato facciamo scuola ai nostri vicini di casa in Europa, mostrandogli con quanto rigore applichiamo le regole e teniamo ai nostri dati. Dall’altro siamo maestri nel bypassare le regole, e in Italia ora girano più contenuti su come aggirare il ban che non di spiegazione del fenomeno.
