L’annuncio viene dato sui social dallo stesso Matteo Renzi. «Ho accettato una sfida affascinante: per un anno sarò il direttore de Il Riformista». La notizia è stata poi rilanciata dal sito del quotidiano: «Dopo oltre tre anni il direttore Piero Sansonetti lascia la direzione de Il Riformista per passare a quella de l’Unità, testata storica salvata da Romeo Editore che verrà rilanciata dopo gli anni bui che l'hanno portata al fallimento».

Alfredo Romeo, editore di entrambe le testate, ha detto che il Riformista «tornerà alla sua vocazione originale liberal-democratica, garantista e pluralista, rappresentando tutte le idee costruttive che vanno dalla sinistra più moderata di ispirazione socialista e democratica, alle tradizioni popolari e quelle liberali, con uno sguardo fortemente rivolto al futuro del mondo. Per questo ho chiesto a una personalità italiana di grande spessore, come Matteo Renzi, di assumerne la direzione. E lui, generosamente, ha accettato».

Era stato fondato da Antonio Polito nel 2002 ed era stato chiuso dieci anni dopo (nel 2012). Poi nel 2019 la “rinascita” sotto la guida di Sansonetti. Il giornale è stato per molti anni di proprietà del Gruppo Tosinvest (famiglia Angelucci) che lo ha poi ceduto a Romeo nel luglio 2019.