Rispetto a inizio 2022, il margine operativo lordo (Mol) è diminuito per oltre la metà delle imprese della manifattura. Lo si legge nel Rapporto Istat sui sistemi produttivi secondo il quale nel 5% dei casi sono divenuti negativi. Il 30,9% delle imprese è riuscito a salvaguardare i margini e l’8,8% li ha addirittura aumentati. Nel terziario i margini delle imprese sono diminuiti nel 45,3% delle unità, e nel 3,3% sono divenuti negativi. Poco più della metà delle imprese, al contrario, è riuscita a difendere i margini, lasciandoli invariati (37,8%) o aumentandoli (12,8%).
Le imprese manifatturiere hanno reagito agli shock sui prezzi dei beni energetici e intermedi aumentando i prezzi di vendita (in misura pari al 60% delle imprese colpite dal lato dell’approvvigionamento energetico e al 67% di quelle interessate da aumenti di costi di prodotti intermedi). Le imprese più grandi hanno fatto ampio ricorso anche alla rinegoziazione dei contratti. L’aumento dei prezzi è stato superiore alla media manifatturiera nei comparti di alimentari, bevande, tessile, carta, gomma e plastica, mentre risulta relativamente meno praticato nell’abbigliamento, nel coke e raffinazione, nella farmaceutica e nei mezzi di trasporto (ad esclusione degli autoveicoli).
