L'aumento del costo della vita nell'ultimo anno a per l'impennata dei prezzi di beni e servizi sta mettendo a dura prova le finanze delle famiglie italiane.

Emerge da uno studio di Nomisma, che evidenzia come il 13% delle famiglie italiane ritenga il proprio reddito insufficiente a far fronte alle necessità primarie, ovvero le spese irrinunciabili come i generi alimentari, oppure quelle legate alla casa come l'affitto, il mutuo, le bollette, e così via.

A fianco di queste, c'è poi un 43% di famiglie che valuta la propria condizione reddituale appena sufficiente a far fronte a tali spese.

Tra le categorie più fragili spiccano i giovani, le famiglie numerose con figli piccoli e le famiglie che si prendono cura di persone non autosufficienti.

L'impennata dell'inflazione e l'aumento dei prezzi hanno depresso fortemente il potere di acquisto delle famiglie: più della metà degli intervistati ha visto crescere le bollette energetiche di oltre il 50% rispetto ai livelli di un anno fa, con il 16% che dichiara di aver avuto molte difficoltà nel pagare le utenze: di questi il 4% ha accumulato ritardi nei pagamenti. Per far fronte ai rincari energetici le famiglie hanno dovuto innanzitutto comprimere le spese ritenute "superflue", vale a dire quelle per il tempo libero, per le attività culturali e per quelle sportive.