“La prossima generazione utilizzerà telefoni integrati direttamente sotto la pelle dell’orecchio”: è la previsione di Marty Cooper, l’ingegnere che sviluppò il Motorola DynaTac, il primo telefono cellulare della storia. Cooper, che oggi ha 94 anni, era a Barcellona durante l’edizione 2023 del Mobile World Congress (qui tutte le news) per ricevere un premio alla carriera. L’occasione erano i 50 anni dalla prima telefonata senza fili, avvenuta nel 1973 a New York.

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Problemi di forma

A Barcellona, il papà del telefonino ha rivelato una certa insoddisfazione per l’evoluzione della sua invenzione. In particolare, ha spiegato, gli smartphone sono diventati dispositivi eccessivamente complessi. E lo schermo, uno dei componenti fondamentali, non si adatta in maniera ergonomica alla curvatura del volto umano: “Ogni volta che faccio una telefonata e non indosso un auricolare - ha detto Cooper - Mi tocca avvicinare un pezzo di materiale piatto alla mia testa rotonda, e tenere la mano alzata in una posizione scomoda”. È per questo che secondo lui la prossima evoluzione della tecnologia mobile non potrà che virare verso una maggiore integrazione con il corpo umano.