Nel Lazio si sono affidati al modello israeliano, in Lombardia le chiamate avvengono all’ultimo minuto, in Toscana è possibile “autocandidarsi” online a patto di rientrare nelle categorie considerate prioritarie. Anche sulle liste di riserva per le vaccinazioni anti-Covid le Regioni vanno in ordine sparso, con differenze che possono variare anche da provincia a provincia. L’obiettivo è non sprecare le dosi che avanzano a fine giornata dopo aver aperto le ultime fiale, ma da Nord a Sud sono stati adottati metodi completamente diversi. La maggior parte dei territori – Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Campania – escludono la possibilità di autocandidarsi e hanno predisposto delle liste di riserva per convocare in extremis chi risulta già prenotato per i giorni seguenti. Le chiamate vengono fatte talvolta dalle Asl, dai medici di base o in certi casi anche direttamente dai centri vaccinali. Nel Lazio, invece, viene utilizzato un sistema simile all’overbooking degli aerei: a partire dalle 14 vengono convocati i “panchinari”, in modo tale da farsi trovare pronti in caso di dosi in eccedenza. C’è poi l’unicum della Toscana, dove le Asl stanno attrezzando un modulo online per permettere a chi ne ha diritto di candidarsi. In altre zone, invece, ci si sta attivando solo adesso. Come in Liguria, dove solo martedì 23 marzo è stata approvata una mozione per impegnare la giunta Toti a istituire le “liste di riserva”. Secondo il governatore, peraltro, quella del “vaccino ‘buttato via’ è più mitologia che realtà”.