TORINO. Tutti scontenti, ciascuno per la sua parte: la Regione, i medici. E pure il ministro. Non quello dell’Università e della ricerca ma Orazio Schillaci, con delega alla Salute. Ma i più scontenti di tutti sicuramente saranno i cittadini piemontesi cui il governo ha deciso di riservare per il prossimo anno accademico nemmeno 700 posti agli aspiranti medici - appena nove in più dell’anno in corso -, in una regione che soffre una carenza strutturale enorme come dimostrano i buchi negli ospedali, i pronto soccorso in perenne apnea e i medici di base che mancano. A oggi la situazione del Piemonte è questa: servirebbero 1.500 medici ospedalieri in più per coprire tutti ibuchi di organico. Ci sono alcune specialità con gravissime caenze: mancano 250 medici di emergenza e urgenza 250 medici, 155 di anestesia e rianimazione, 115 di medicina interna, 110 in chirurgia generale, 200 in pediatria, 54 in neurologia e altrettanti in ortopedia. Un problema nel problema, restando agli specialisti, è la disaffezione per alcune scuole di specializzazione: il 18% dei posti non viene coperto, con picchi preoccupanti per patologia clinica, microbiologia, medicina di emergenza urgenza, il tasso di abbandono raggiunge l’8,9%. Per non parlare dei medici di famiglia: in base ai dati di Roberto Venesia, Fimmg Piemonte, ce ne vorrebbero almeno 300 in più.
La rivolta della Sanità piemontese: mancano 2 mila medici
La Regione non ci sta e chiama il ministro Bernini
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