Boom di ricavi e utile in crescita per Iveco Group nel 2022. La società di camion bus e furgoni controllata dalla Exor della famiglia Agnelli archivia il suo primo bilancio dopo lo spin-off da CnhI con 14 miliardi di euro di ricavi consolidati, in aumento del 13% anno su anno. L'ebit adjusted è pari a 527 milioni di euro (+151 milioni sul 2021) e l' utile netto adjusted è di 225 milioni (+85 milioni). La liquidità netta delle Attività Industriali ammonta a 1,7 miliardi di euro, con free cash flow delle Attività Industriali positivo a 690 milioni di euro. Buone anche le prospettive per l’anno in corso, con una crescita dei ricavi netti attesa fra il 2 e il 3% e un ebit consolidato atteso tra 550 e 590 milioni. Si prevede anche una liquidità netta di 2 miliardi e una crescita degli investimenti dal 10 al 15%.

Numeri che sono piaciuti in Piazza Affari che in apertura ha premiato il titolo Iveco con un rialzo superiore al 10%. E numeri che hanno spinto l’amministratore delegato, Gerrit Marx a dichiarare: «Sono conti solidi, abbiamo posto le basi per il 2023. Raddoppieremo gli sforzi per creare nuove partnership».

Un tema, quest’ultimo, particolarmente caro al ceo di Iveco. «L’obiettivo - ha spiegato - è mantenere il trend positivo nei camion medi e pesanti, accelerare nelle linee dei veicoli commerciali leggeri dove siamo più forti, consolidare la nostra posizione di leader nel mercato degli autobus, in particolare nella gamma elettrica, far crescere le nostre attività motoristiche trimestre dopo trimestre e continuare a innovare l'offerta di servizi finanziari che gravita attorno a Gate. Raggiungeremo questi obiettivi grazie ai passi avanti in ambito tecnologico e a partner forti e leali, allineati con il nostro fermo impegno a progredire verso una società più sostenibile».