La Serie A tutta su Dazn (con l’appoggio di Tim). Il campionato non più sulla pay-tv satellitare ma su una app in streaming: è la rivoluzione del pallone in tv. Dall’inizio della prossima stagione, cioè già da agosto 2021, e per i prossimi tre anni le partite si vedranno online. Tutte quante, nessuna esclusa. Finisce dopo quasi due decenni l’era di Sky e del satellite, che però potrebbe conservare tre partite (quelle che fino a quest’anno erano di Dazn, cioè essenzialmente il prezioso anticipo del sabato sera), in condivisione con i rivali.

Si chiude così l’asta per i diritti tv del triennio 2021-2024, con un risultato storico: il pallone che passa dalla televisione satellitare allo streaming internet, e il Paese che fa il salto sulla banda larga grazie al pallone, o almeno così spera Tim, visto che è questo il vero schema che c’è dietro alla maxi-offerta che ha sparigliato le carte in tavola.

Alla fine è andata come doveva andare, e come anche Il Fatto Quotidiano aveva anticipato: ha vinto la proposta più alta, quella di Dazn, dietro cui c’è Tim, la più grande azienda di telecomunicazioni italiana che ha scelto di investire sul calcio per spingere sulla fibra in vista della rete unica (e al contempo colpire i potenziali rivali di Sky, che intanto si stava buttando sulla telefonia). Troppo conveniente, da tutti i punti di vista (per la Serie A fare il salto sul digitale con la sponda di Telecom è un’occasione irripetibile) perché potesse essere rifiutata. Nonostante le tensioni, i litigi fra i presidenti, il braccio di ferro nel tentativo di far passare il progetto di vendita del torneo ai fondi d’investimento (caro soprattutto ai piccoli club che hanno bisogno di soldi): era solo una questione di tempo e infatti a due giorni dalla scadenza le resistenze sono cadute. 16 a 4 la votazione finale, solo Sampdoria, Genoa, Crotone e Sassuolo non si sono convinti.