Giovedì 19 gennaio 2023 - 13:47

Carri armati a Kiev: a Ramstein gli alleati alla prova del nove

Pressioni sulla Germania, che non vuole cedere i suoi Leopard 2

Roma, 19 gen. (askanews) – I ministri della Difesa e i vertici militari dei circa 50 Paesi che forniscono armi all’Ucraina si ritroveranno domani alla base di Ramstein, in Germania, per discutere sui prossimi aiuti a Kiev. Una riunione, quella del cosiddetto Gruppo di Contatto per la difesa dell’Ucraina, che sarà presieduta dal capo del Pentagono Lloyd Austin, che già oggi sarà ricevuto a Berlino dal nuovo omologo tedesco, Boris Pistorius. Nessun segreto sull’obiettivo reale dell’incontro bilaterale di oggi e della riunione di domani: convincere la Germania a cedere a Kiev i suoi carri armati Leopard 2, considerati al momento lo strumento militare più adatto per respingere l’attuale offensiva russa e un eventuale attacco su larga scala in primavera.

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz è da giorni protagonista di un’ostinata resistenza alle pressioni, arrivate con grande insistensa soprattutto da Washington, per la consegna dei Leopard 2 all’Ucraina, che li richiede da tempo. Ancora nella serata di ieri, funzionari tedeschi citati dal Wall Street Journal hanno fatto sapere che la Germania non consentirà agli alleati di cedere i carri armati di fabbricazione tedesca, su cui Berlino mantiene la licenza di esportazione, a meno che gli Stati Uniti non decidano di fare lo stesso con i loro Abrams. Quanto basta per frenare “l’ottimismo” espresso quasi contemporaneamente da fonti del Pentagono sul buon esito dei colloqui tra Lloyd e Pistorius, oggi nella capitale tedesca, e nel corso della riunione del Gruppo di contatto di domani, la terza di questo genere dall’inizio del conflitto nel febbraio scorso.