“Un’idea strampalata”; “Obiettivi nobili che non fanno i conti con la realtà”; “Basta propaganda”. I sindacati si sentono presi in giro dalle parole del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che dalle pagine del Messaggero ha annunciato l’arrivo del docente tutor in ogni classe e la sperimentazione di classi da dieci alunni in cinquanta scuole individuate dall’Invalsi. “Verrà introdotta la figura del docente tutor per ogni gruppo classe, che dovrà avere una formazione particolare e anche essere pagato di più, e dovrà, in team con gli altri insegnanti, seguire in particolare quei ragazzi con maggiori difficoltà di apprendimento, ma anche quelli molto bravi che magari in classe si annoiano e che hanno bisogno di accelerare”, ha promesso Valditara, annunciando che la novità entrerà in vigore già dal prossimo anno scolastico.
Le sigle però non si fidano e chiedono al professore leghista meno parole e più fatti nelle sedi opportune, quelle contrattuali. A criticarlo stavolta è anche la Cisl Scuola, che finora aveva tenuto – rispetto ad altre organizzazioni – un atteggiamento più cauto: “Non abbiamo bisogno di figure estemporanee nelle classi ma di progettualità. Non facciamo cadere dall’alto orpelli che non corrispondono ai bisogni reali della scuola. Se il ministro pensa a dei profili specifici su questo fronte, si confronti nelle sedi contrattuali. Queste dichiarazioni sono prive di sostanza. Ogni giorno esce la figura di un tutor: abbiamo sentito l’arrivo di quello per i Pcto (la “nuova” alternanza scuola-lavoro, ndr), ora questo per l’orientamento. C’è ormai un tutor per tutto nella testa del ministro”, attacca la segretaria generale Ivana Barbacci.
