“Accertare le condizioni delle carceri in Belgio”. Per questo motivo la Corte d’appello di Brescia ha concesso il rinvio dell’udienza per la consegna al Belgio di Silvia Panzeri, figlia dell’ex eurodeputato Antonio in carcere a Bruxelles perché l’autorità giudiziaria belga gli contesta un giro di tangenti incassate per migliorare l’immagine di Marocco e Qatar nell’ambito dei diritti civili. Ieri i giudici bresciani, di una sezione diversa, avevano deciso per la consegna alle autorità del Belgio di Maria Dolores Colleoni, la moglie di Panzeri. Le due donne sono indagate per concorso in associazione per delinquere, corruzione e riciclaggio. “Le vacanze da 100mila euro (a cui faceva riferimento un’intercettazione, ndr) non sono mai state fatte. Inoltre non sapevo degli affari di mio marito” ha detto in aula Colleoni.

Colleoni e Silvia Panzeri sono state arrestate su mandato di arresto europeo con l’accusa di essere “…pienamente consapevoli delle attività” del “marito/padre” e sembrano “persino partecipare nel trasporto dei ‘regali’ dati al Marocco da A.A., ambasciatore del Marocco in Polonia”. Il mandato di arresto europeo era stato eseguito lo scorso 9 dicembre dai carabinieri nell’abitazione della famiglia Panzeri a Calusco d’Adda (Bergamo) dove la successiva perquisizione ha consentito di trovare 17mila euro e orologi di valore. Dopo l’arresto, convalidato, il gip aveva applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari. Ora alla difesa dell’indagata resta il ricorso in Cassazione – da depositare entro cinque giorni – per bloccare la decisione odierna ed evitare che la 67enne venga trasferita in un carcere in Belgio.