«Siamo stati colpiti». Kherson, 19 dicembre, ore 13.47. Niccolò Celesti, fotografo, e Claudio Locatelli, giornalista, sono a bordo di un’automobile nel villaggio di Antonivka. È Niccolò alla guida, mentre Claudio siede al lato passeggero. Sono in Ucraina per fare il loro lavoro, documentare la guerra, quando all’improvviso il loro mezzo viene preso di mira dall’esercito russo. «Siamo stati colpiti – avverte Locatelli sul suo profilo Instagram –. L’esplosione che vedete ha danneggiato l’auto, siamo rimasti bloccati sotto tiro prima di riuscire a metterci in salvo, ho perso sangue ma la ferita è lieve».

Al momento dell’attacco i giornalisti si trovavano «nel villaggio di Antonivka per testimoniare le drammatiche condizioni degli anzianim che sono rimasti a vivere lì nonostante la guerra». Nel video, postato sui social, il giornalista mostra la portiera dell’auto traforata proprio dove compare la scritta “press”. «Se non ci fosse stata la portiera, probabilmente saremmo rimasti colpiti al corpo, per fortuna la carrozzeria dell’auto ci ha protetti e salvati dalle schegge. Siamo miracolati», sottolinea Locatelli, mostrando l’orecchio insanguinato: «Ho un po’ di sangue sul collo ma niente di grave». Poi aggiunge: «Avessi aperto la porta sarei senza una gamba o peggio».