Scontro a distanza tra l’Anm (Associazione nazionale magistrati) e il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. «Non c’è nulla di liberale nelle riforme» costituzionali «che il ministro Nordio sta annunciando», ha detto il presidente dell’associazione Giuseppe Santalucia, durante il comitato direttivo di oggi (venerdì il Guardasigilli aveva infatti annunciato: «Nulla di blasfemo a cambiare la Costituzione»). Questo mentre Nordio, a Venezia a margine di una riunione degli avvocati del Nord Est, argomentava: «Il Codice penale italiano è firmato da Benito Mussolini. La contraddizione è che si parla di reati di apologia del regime fascista, che vengono puniti in base a un codice fascista firmato da Mussolini e Vittorio Emanuele III, mentre abbiamo un codice di procedura penale firmato da un eroe della Resistenza, che è stato demolito, perché in contrasto con la Costituzione nata dalla Resistenza. Se questa non è una contraddizione non saprei come altro chiamarla e va risolta». E ancora, Santalucia: «Credo che il nostro sistema di garanzie democratiche non possa fare a meno di azione penale obbligatoria e unità delle carriere: se si toccano questi capisaldi non si fa un riforma in senso liberale ma si pongono le premesse per un controllo politico sull’azione penale». Mentre Nordio aveva già sottolineato: «C’è l’esigenza di una separazione vera tra pm e giudice, l’obbligatorietà dell’azione penale è un intollerabile arbitrio».