Un presidio davanti alla sede di Livorno dell’azienda italofrancese Cheddite che produce cartucce per armi leggere. Decine di persone si sono ritrovate davanti ai cancelli dello stabilimento dopo la pubblicazione di un’inchiesta di France24 secondo la quale le cartucce create dall’azienda toscana sono state usate in Iran dalla polizia morale contro i manifestati. Le cartucce ritrovate a Teheran, infatti, come mostra France24, riportano il marchio “12*12*12*12*“, lo stesso della Cheddite. Da qui la manifestazione organizzata dal Coordinamento Livornese per il ritiro delle missioni militari all’estero: “Vogliamo chiarezza su questa vendita di armi – si legge in una nota del Coordinamento – E’ la punta dell’iceberg di un export di armi diretto verso fulgide democrazie come l’Egitto, la Turchia o l’Arabia Saudita, che è proseguito senza variazioni sensibili tanto durante i governi Conte quanto durante il governo Draghi e l’attuale governo Meloni”. I manifestanti si dicono “pienamente solidali con la rivolta in Iran contro il Governo religioso di Raisi. È il protagonismo delle classi sfruttate e oppresse, dei giovani, delle donne, che sta aprendo percorsi di liberazione e possibilità rivoluzionarie nella regione, mentre le sanzioni del governo Usa hanno contribuito a fortificare la parte più reazionaria della
"Italiani i proiettili sparati sui manifestanti dalla polizia dell'Iran": presidio di protesta davanti all'azienda di Livorno che li produce - Il Fatto Quotidiano
Secondo un'inchiesta di France24 nello stabilimento toscano si fabbricano le cartucce utilizzate dalle forze di Teheran nelle manifestazioni di piazza
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